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1900Trasporto nel periodo anteriore alla costruzione della ferrovia della Val Venosta Lasa

I blocchi di marmo che dalle cave di Lasa venivano portati a Merano o Bolzano, non come materiale grezzo, ma che venivano lavorati da scalpellini e scultori in un’officina locale, dovevano essere trasportati a Lasa; solo là c’erano laboratori ben attrezzati e personale preparato.

Per superare i punti di forte pendenza sulla strada per Lasa, si dovevano impiegare numerosi buoi e coppie di cavalli. Il nome di „Osetz“ sull’altura tra Silandro e Lasa, indica il punto in cui venivano staccati i cavalli. I pesanti carichi di marmo destinati a Merano richiedevano invece carri speciali, in legno di larice che era più resistente; sulla „Vintschgauer Reichsstraße“, dal fondo sterrato, tutta buche, venivano impiegati fino a 32 cavalli e 16 accompagnatori che indossavano i caratteristici grembiuli di lino corti, blu con ricami bianchi. Per trasporti di questo genere dovevano essere rinforzati quasi tutti i ponti.